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Agenda digitale e patrimonio culturale: risultati parziali e potenzialità

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Agenda digitale e patrimonio culturale: risultati parziali e potenzialità

10Negli ultimi anni a livello nazionale ed europeo è emersa l’importanza dell’uso della tecnologia per rivoluzionare e migliorare il rapporto fra lo Stato e i cittadini. Questa consapevolezza si è tradotta in una normativa ben definita per cercare di portare le teorie a un livello pratico e omogeneo per tutti i Paesi membri dell’Unione Europea.

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L’Agenda digitale, la quale oltre ad influenzare il cambiamento verso un rapporto orizzontale fra enti pubblici e cittadini, ha contribuito a rafforzare l’uso dell’ICT, Information and Communication Technology, non solo a livello burocratico, ma anche in altri ambiti favorendo l’utilizzo di Internet e delle nuove tecnologie anche in campo artistico e culturale.  L’Agenda digitale europea  prevede, infatti lo sviluppo di un’economia digitale entro il 2020 da parte di tutti i Paesi dell’Unione europea. 

Come si può leggere dal sito del Governo italiano: “L’Agenda delinea politiche ed azioni che mirano a sfruttare la rivoluzione digitale a beneficio di tutti”. Avviata su impulso della Commissione europea, l’Agenda verrà realizzata in stretta collaborazione con gli Stati membri. L’Agenda digitale è una delle sette “iniziative faro” della strategia Europa 2020, adottata dai ministri europei il 17 giugno 2010 per proseguire e rinnovare la strategia di Lisbona approvata dieci anni fa. La nuova strategia impegna gli Stati membri e l’Unione europea ad affrontare i principali ostacoli ad una crescita “intelligente, sostenibile e inclusiva”.

Sul sito dell’Agenda digitale della Commissione europea è possibile trovare una parte specifica dedicata al patrimonio culturale e alla sua conservazione, tutela e “diffusione” tramite i provvedimenti previsti dall’Agenda stessa. L’obiettivo principale portato avanti dai principi dell’Agenda riguardo i beni culturali è quello di creare nuove prospettive di conservazione e sviluppo di biblioteche, archivi, musei e archivi online al fine di aumentare la crescita economica dei singoli Paesi e quella individuale di ogni cittadino.  La messa in rete di opere artistiche, obiettivo  in parte realizzato  grazie a  progetti già attivi come i  diversi musei virtuali o  a progetti come il Google Art project, rende  possibile  la fruizione delle opere all’intera umanità e la loro conservazione nel tempo.

 

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L’obiettivo 1 del challenge n. 8 dell’Agenda digitale , dedicato specificatamente alle tecnologie nel campo della creatività, è denominato: ‘Technologies and Scientific Foundations in the field of creativity’ e recita: Creative experience tools that make use of all our senses and allow for richer, more collaborative and interactive experiences: real time simulation and visualisation, augmented reality, 3D animation, visual computing, games engines, and immersive experiences. The tools created should be cost effective, with special attention to users like SMEs and individual creators, intuitive, and be demonstrated in real environments for the creative and cultural industries (such as advertising, architecture, arts, crafts, design, fashion, films, music, publishing, video games, TV and radio etc.”Dunque, temi come la realtà aumentata e l’animazione 3D sono strumenti che possono essere utilizzati per immergere gli spettatori in un nuovo mondo facendo vivere loro una nuova esperienza artistica, di conseguenza possono e devono essere utilizzati per le industrie creative e culturali.

Alcuni progetti specifici sono stati realizzati per portare a termine gli obiettivi proposti dall’Agenda digitale europea; uno di questi è Europeana, che fornisce l’accesso alla cultura ad ogni essere umano e viene visto come un punto di riferimento per le industrie creative e il riutilizzo innovativo di materiale culturale. Grazie all’aiuto dell’ICT, Europeana trasforma i beni  culturali in un fattore fondamentale per la crescita dei cittadini e dell’economia dei singoli Paesi. Sono proprio gli stessi Stati membri che, attraverso la loro normativa interna e il loro intervento nel gruppo di lavoro denominato Member States’ Expert Group, devono contribuire a realizzare tali progetti.

info@chiaralandi.it

Digital Specialist, Social Media Manager e PhD in comunicazione, si occupa di consulenza e formazione nell’ambito di tematiche dedicate al web marketing. È appassionata di arte contemporanea, moda e nuove tecnologie.