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BLAST: un evento coraggioso

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BLAST: un evento coraggioso

Dal 10 al 12 maggio si è tenuto a Roma BLAST, la prima edizione dell’evento tech internazionale che per 3 giorni ha unito a Roma startupper e innovatori da tutto il mondo con exhibition, workshop, conferenze e competition.

L’exhibition area ha ospitato circa 100 sartup nei settori fintech, foodtech, IoT, Industry 4.0 e VR/AR.

Un evento coraggioso, unico nel suo genere.

Perché unico? Unico perché BLAST è riuscito a portare in Italia, in una città come Roma, un evento di qualità. Una qualità che spesso viene data per scontata, o ancora peggio considerata una caratteristica accessoria in molti eventi di questo tipo. Nel nostro Paese bastano i grandi nomi, sempre gli stessi, un po’ di networking e di sano marketing e il gioco è fatto. Poco importa se gli speech sono tutti uguali, se sono vuoti di contenuti, se la platea è annoiata. BLAST ha portato alla Fiera di Roma dei contenuti di grande qualità, senza aver paura di rischiare.

E qui passiamo alla seconda caratteristica: BLAST è stato e continuerà ad essere, si spera, un evento coraggioso, per almeno 6 motivi:

  1. Sfida: Blast ha sfidato coloro che non ci credevano, coloro che pensavano di essere, e di dover restare, l’unico punto di riferimento in un determinato settore. Coloro che si sono sentiti minacciati da una nuova realtà e hanno cercato di ostacolarla, invece di collaborare.
  2. Nomi e contenuti: Blast è stato coraggioso, perché ha deciso di unire a grandi nomi dei contenuti: evitando di essere scontati, creando un concentrato di qualità fra startup e speaker., fra volti noti e meno noti del panorama italiano e internazionale che conta: non per il nome, ma per quello che hanno da dire. Persone che con la loro presenza hanno saputo ispirare la platea grazie al loro carisma e alle loro idee. Insomma, startup valide, speaker che hanno permesso a tutti i partecipanti di uscire con qualcosa in più da quella sala.
  3. Originalità: BLAST ha provato a prendere il meglio da eventi e italiani e internazionali nello stesso settore, cercando di aggiungere qualcosa e di diversificarsi.
  4.  Luogo: Roma, l’Italia. Non è essere scontati ricordare quanto sia difficile, nel nostro Paese, realizzare eventi internazionali in questo settore.
  5. Perseveranza: BLAST, e tutto il team e coloro che hanno creduto e investito psicologicamente ed economicamente in questo progetto, è andato avanti, nonostante molti avrebbero rinunciato davanti ai No dei miopi, davanti a numeri che avrebbero potuto essere maggiori. BLAST ha proseguito e ha creduto nel suo progetto: non si è fermato.
  6. Lingua: un evento comunicato, pubblicizzato e realizzato in lingua inglese. Nessuno ci credeva: eppure è successo.

 

Mi auguro una sola cosa: continuate a crederci. BLAST merita più partecipanti per le prossime edizioni, BLAST deve mantenere la voglia di continuare a rischiare, nonostante i NO, nonostante l’esitazione degli sponsor. I più grandi hanno ricevuto dei grandi NO nella loro vita, ma sono andati avanti e ora sono dei grandi colossi. Continuate a seguire il criterio della qualità, continuate a crederci. Questo è solo il primo passo di una grande storia.

info@chiaralandi.it

Digital Specialist, Social Media Manager e PhD in comunicazione, si occupa di consulenza e formazione nell’ambito di tematiche dedicate al web marketing. E’ appassionata di arte contemporanea, moda e nuove tecnologie.

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