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Come creare una visual identity di successo

Come creare una visual identity di successo

L’identità visiva di un prodotto, ovvero l’immagine che la marca offre di sé, è il mezzo con cui ilbrand comunica all’interno (dipendenti, distributori, ecc.) e all’esterno (consumatori e media) la propria identità e i propri valori.

Di conseguenza packaging, il design e la forma del prodotto e della sua confezione hanno un ruolo di primo livello nella percezione e nel riconoscimento della marca. Tutto questo sottolinea come l’esperienza visiva e sensibile degli occhi giochi un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità del brand.

Come crere una visual Identity di successo

Per creare una visual identity di successo occorre servirsi, come in passato ed ora più che mai, della percezione e dell’apprezzamento che il consumatore prova di fronte a quello che egli arriva a considerare un prodotto “artistico”.

La confezione di una semplice zuppa (grazie ad Andy Warhol) o il manifesto pubblicitario di una campagna politica (come per Barack Obama) possono infatti diventare essi stessi oggetti d’arte ed essere percepiti come tali dal pubblico.

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Appare quindi evidente che il design o una grafica accattivante di un determinato prodotto possano influire sulla percezione che i consumatori hanno e di conseguenza sul valore della marca che lo produce.  Nel prodotto finale il risultato dell’utilizzo dell’arte come strumento della marca e la sua traduzione in identità visiva del brand è rintracciabile in alcuni elementi:

Brand name

Il nome di un brand è il suo primo contatto con l’esterno e di conseguenza la base di tutto il piano di comunicazione. Il brand name diventa quindi il segno esterno che trasmette un insieme pieno di significati,simboli e valori, rimandando ad  un vero e proprio universo culturale.

Per un’azienda è fondamentale scegliere un nome che da una parte possa servire per diversificarsi dal mondo dei competitors posti sullo scaffale accanto, dall’altra che possa in modo efficace richiamare il senso e il valore insito nel prodotto stesso. Un esempio di questo concetto può essere rintracciato nei nomi dei profumi; il nome di un profumo o di un prodotto cosmetico, infatti, tende a richiamare sia i valori della Corporate sia la fragranza e la funzione che il prodotto è chiamato a svolgere nei confronti del consumatore. Egoiste di Chanel fa riferimento sia al brand alle sue spalle sia all’attributo che gli uomini vogliono sentirsi addosso indossando il profumo in questione. Cheap & Chic di Moschino, diversamente da Chanel, richiama invece il lato ludico e divertente del prodotto per una persona che non vuole prendersi troppo sul serio, ma  che allo stesso tempo vuole rimanere elegante e raffinata.

Non va dimenticato che il carattere evocativo del nome di marca deve spesso accordarsi con altre caratteristiche fondamentali: la memorabilità, la differenziazione dalla massa, la semplicità e la carica emotiva.

 

Logo

Il logo, insieme al brand name, è l’elemento principale della visual identity di un prodotto e sintetizza il pensiero di ogni azienda. La grafica di un marchio contiene all’interno elementi culturali, ambientali e psicologici e necessita di un alto livello iconografico che porti alla riconoscibilità del prodotto. Come accennato in precedenza, uno degli esempi più efficaci di loghi di successo è costituito dal baffo della Nike. Questo simbolo ha la capacità di contenere al suo interno tre concetti fondamentali per il successo di un logo: sintesi, interpretazione aperta e universalità. Un altro esempio importante è quello della mela Apple. Un simbolo di peccato e di piacere, un collegamento a New York (la grande mela), ma anche una rottura con le regole dell’epoca.

Un logo efficace come quello Apple entra ovunque, in pubblicità. in un museo, nel mondo virtuale.

Packaging

L’imballaggio, la confezione, il packaging propriamente detto, costituiscono oggi il contatto diretto fra Corporate, marca e consumatore. Il packaging può essere considerato come uno strumento che permette la traduzione dei valori del brand in forma di identità visiva, ma che, a differenza del logo, aggiunge alla vista la possibilità dell’uso del senso del tatto. La dimensione finale che unisce l’azienda al consumatore acquista quindi una valenza importante mirata ad integrare  il contenitore con il suo contenuto. Non a caso una piattaforma come Pinterest è ormai popolata da numerosi brand che tentano di pubblicizzare i loro prodotti attraverso le immagini dei packaging dei prodotti stessi.

Grafica pubblicitaria

Nella grafica pubblicitaria troviamo la massima espressione dell’arte sul brand e sul marketingcontemporaneo. Qui il disegno industriale, la fotografia e l’arte del cromatismo si uniscono per dare vita ad un prodotto vitale che trasmetta emozioni e allo stesso tempo il messaggio della campagna pubblicitaria.

Per capire meglio la stretta relazione fra arte e pubblicità visiva, può essere utile pensare alla strada urbana come ad un museo a cielo aperto dove le vie diventano luogo d’esposizione. Esposizione di prodotti, di colori, di emozioni.  Il mondo dell’arte, grazie alla grafica, si unisce alla pubblicità, a un mondo in cui figure attraenti e slogan invitano il consumatore ad entrare e provare il prodotto pubblicizzato.

La grafica pubblicitaria diventa così a sua volta una vera e propria forma d’arte. Per essere efficace però la grafica pubblicitaria deve superare un’importante sfida: riuscire a pubblicizzare un prodotto diverso da se stessa.

info@chiaralandi.it

Digital Specialist, Social Media Manager e PhD in comunicazione, si occupa di consulenza e formazione nell’ambito di tematiche dedicate al web marketing. È appassionata di arte contemporanea, moda e nuove tecnologie.

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