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Riccardo Scandellari e il suo Personal Branding

Riccardo Scandellari e il suo Personal Branding

Riccardo Scandellari può essere senza dubbio considerato  uno dei maggiori influencer nel campo del social media marketing e della comunicazione online nel nostro Paese. Oltre ad aver fondato insieme a Rudy Bandiera, autore della prefazione del suo libro, l’agenzia  di comunicazione NetPropaganda, Riccardo si è dedicato alla gestione di numerosi progetti online.

All’interno suo seguitissimo blog si occupa principalmente di strategie di marketing dei nuovi media, dispensando preziosi consigli per chi decide di affacciarsi all’interno di questo nuovo mondo.

Chi meglio di lui può quindi insegnarci come valorizzare la nostra identità online? “Skande” ha deciso di mettere le sue conoscenze per iscritto all’interno del suo primo libro edito da Flaccovio Editore, Fai di te stesso un brand: personal branding e reputazione online.  Le prime 33 pagine del libro sono scaricabili gratuitamente direttamente da qui.

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Il Personal Branding può essere definito come l’attività di promuovere sé stessi attraverso le tecniche del branding. E’ quindi importante avere una vasta e valida presenza in rete, che possa renderci appetibili nei confronti dei nostri potenziali clienti o datori di lavori. Direttamente connesso al concetto di Web reputation, il Personal Branding è mirato a costruire una presenza sul web congrua con le proprie aspirazioni professionali e le proprie capacità. Nessuno verrà a conoscenza delle nostre abilità e conoscenze se queste non verranno rese pubbliche attraverso un’opera quotidiana di Personal Branding. Per fare questo può essere utile adoperare alcune strategie inserite all’interno del libro di Riccardo Scandellari.

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Con queste breve domande abbiamo chiesto a Riccardo di parlarci del suo libro, delle sue attività nel campo della comunicazione e di alcuni consigli da applicare per realizzare un efficace Personal Branding:

1) Caro Riccardo, come nasce “Fai di te stesso un brand: personal branding e reputazione online”?

Mi accorgo dalle lezioni che faccio che c’era l’esigenza, ho visto molti libri di amici e colleghi che spiegano benissimo come funzionano le varie piattaforme sociali, come costruirsi un blog o come avere una reputazione online impeccabile. Nessuno ha fatto un manuale che partendo da zero accompagni l’utente attraverso il percorso della visibilità online toccando quasi tutti gli argomenti.


2) Il tuo blog è uno dei più seguiti su internet in materia di Web Marketing, Social media e non solo. Pensi che questo sia dovuto ad un valore aggiunto, rispetto ad altri del settore che il blog ha da offrire ai suoi visitatori oppure alla tua visibilità in rete?

Cerco di scrivere in modo semplice e chiaro: altri colleghi, più bravi di me, spiegano concetti complessi ed entrano in profondità su argomenti specifici per addetti ai lavori. In questo modo il loro pubblico è fatto di concorrenti che apprezzano il loro valore ma non è quello a cui miravo io. Cerco di rendermi utile a chiunque voglia realizzare una propria operazione di web marketing, cercando di essere divulgativo. In questo modo riesco ad ottenere più pubblico e anche un riscontro in termini di lavoro.

3) Come ti sei avvicinato al mondo del Social Media Marketing? Hai avuto una formazione particolare?

Sono partito dal lontano 1998 e dal boom della new economy facendo siti e gestendo forum e comunità online, passando poi per i quotidiani online e blog. La naturale evoluzione è il web marketing attuale, basato sui blog corporate sostenuti dalle piattaforme sociali. Non faccio quasi nulla di web marketing a pagamento, penso che il migliore impatto a livello commerciale si ottenga rispondendo ad una domanda e non proponendo una risposta.

4) All’interno del tuo libro ci sono contributi di personaggi autorevoli del settore, i quali sembrano concordare tutti su un unico elemento: un individuo oggi può essere considerato al pari di un brand. Pensi che questo possa essere visto come un vantaggio o uno svantaggio per i nuovi professionisti che tentano di affacciarsi al mondo del lavoro?

Questo è un vantaggio notevole. Chi oggi ha compreso la lezione lavora attraverso il suo blog e i social network, ho fatto consulenze e gestito persone che ora lavorano quasi esclusivamente attraverso il web. Ma se qualcuno crede ancora che il futuro sia nel pagare un’inserzione sulle Pagine Gialle si accomodi.

5) Ritieni che il concetto di Personal Branding possa e debba essere applicato solo a coloro che intendono lavorare nel campo della comunicazione o persino ad aspiranti medici, chimici, farmacisti e quant’altro?

 Ci sono campi in cui ora risulta più naturale e genera maggiori riscontri. Sono i professionisti che possono lavorare con tutti il territorio italiano. Quelli che hanno un’impresa locale (come un elettrauto od un fornaio), devono esserci, ma in modalità diversa, lavorando sul marketing di prossimità.

6) Ti sentiresti di sintetizzare in poche righe quali sono i primi passi da svolgere sulla rete per iniziare in modo efficace un processo personal branding?

Foto, bio, blog e canali sociali. E’ incredibile come la foto e la bio siano pessime nel 90% di chi si propone sul web. Il passo successivo è aprire un blog e condividere i post (verticali sull’argomento e di facile lettura) sui propri canali sociali. Il vero valore e il maggiore impatto del nostro personal branding lo otterremo sulle ricerche non sui social network.

7) Elenca invece alcuni errori da evitare

Lamentarsi, invidiare e non riconoscere i successi altrui. Leggo profili di utenti che si lamentano del proprio capo e professionisti che si lamentano delle tasse e del cliente che non paga. Questo allontana il possibile cliente/reclutatore.

8) Hai qualcosa che non hai scritto all’interno del libro, ma che ti sentiresti di aggiungere riguardo a questo tema?

Ho dato una bella “infarinata” generale, spero di ampliarlo il prossimo anno con nuove idee e nuove opportunità che vengono alla luce man mano. Ad esempio l’ottima opportunità data dai recentissimi blog di LinkedIn, non è stata inclusa perché avevo già chiuso l’edizione.

9) Raccontaci qualche aneddoto simpatico sulla scrittura del tuo primo libro

Non ho aneddoti divertenti. Posso dire che per me è stata una scoperta, ho sempre e solo scritto brevi post per il blog, questa crea una gratificazione immediata: scrivo, posto e subito mi leggono e mi commentano. Con il libro è diverso: silenzio assoluto, due mesi per scriverlo, due mesi tra editing e impaginazione (che ha fatto l’editore fortunatamente) poi l’uscita. La cosa bella è che un libro da una gratificazione più profonda e continua che mi ha dato molto e che sicuramente ripeterò.

info@chiaralandi.it

Digital Specialist, Social Media Manager e PhD in comunicazione, si occupa di consulenza e formazione nell’ambito di tematiche dedicate al web marketing. È appassionata di arte contemporanea, moda e nuove tecnologie.

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